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Cosa significa de-transizionare per me - La storia di Ellie


Il motivo principale per cui ho iniziato il percorso fisico di transizione è stato il forte disgusto e la mancanza di connessione che provavo nei confronti del mio corpo. Il trattamento con testosterone sembrava l'unica soluzione per migliorarlo.

Non ho mai capito perché improvvisamente ho iniziato a odiare così tanto il mio corpo. Pensavo semplicemente che dovessi essere trans e che la disforia sarebbe andata via con la terapia ormonale sostitutiva. Ed è successo. Il prezzo da pagare era vivere come un uomo e rinunciare alla mia identità di lesbica.

Quindi ho mentito ai terapeuti, ho mentito ai dottori, alla mia famiglia e ai miei amici per avere accesso a quella che sembrava essere l'unica soluzione. Alla fine ho iniziato persino a mentire a me stessa.

De-transizionare per me significa smettere di negare la mia esperienza femminile.
De-transizionare per me significa prendere il controllo della mia disforia.
De-transizionare per me significa riscoprire il corpo che ho iniziato ad alterare dall'età di 16 anni e finalmente iniziare a lavorare per accettarlo esattamente così com'è.

De-transizionare per me non significa cercare di tornare ad essere la me stessa insicura di 16 anni, ma andare avanti e diventare la donna forte che voglio essere.



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Perché non rimpiango la mia transizione - La storia di Nele

Content warning: Eating disorders, suicide

Crescere in un corpo femminile non è stato facile per me. Gli amici mi dicevano che avrei dovuto perdere peso, non potevo uscire di casa senza uomini che mi fischiassero addosso e la gente parlava al mio seno invece di guardarmi in faccia. Mi sentivo come se il mio corpo non fosse davvero mio.

Dopo i 20 anni smisi di identificarmi come donna, mi rasai i capelli e iniziai a privarmi del cibo fino a diventare sottopeso per sbarazzarmi in qualche modo del corpo che odiavo così tanto. Scoprii il termine transgender e non riuscii più a smettere di pensarci.

Decisi che avrei dovuto uccidermi oppure diventare un uomo. Forse non dovevo nascere donna, forse sono semplicemente nata transgender. Fu l'unica spiegazione che trovai.
La transizione mi ha salvata e non mi pentirò mai di questa decisione. Ma mi ha anche portato a riflettere sul perché ho davvero deciso di iniziare questo percorso. Non penso più di essere nata trans, penso di esserlo diventata.

Ho intenzione di interrompere la terapia di testosterone e ritornare ad avere un aspetto femminile. Per affrontare la brutta immagine delle donne che la società mi ha insegnato e abbracciarne una nuova e più forte.



03
Content warning: Suicide
Sono una donna di 22 anni non conforme al suo genere, che in passato si identificava come uomo trans gay. Ho lottato contro la depressione, l'ansia, l'autismo ed un disturbo post-traumatico per molti anni.

Quando ero trans, mi sentivo come se essere un uomo gay fosse la risposta ad alcuni dei miei problemi, come l'odio per me stessa, il non-rapporto con la femminilità e la mia infelicità generale. Pensavo che la mascolinità gay fosse più sicura e rispettabile rispetto al mio essere una donna senza alcuna utilità per i costrutti di genere.

Ho iniziato le iniezioni di testosterone e ho subito una mastectomia, che è stata approvata dai miei medici anche se all'epoca avevo pensieri suicidi. Ma la transizione non mi ha fatta sentire meglio.
Solo attraverso la TDC* ho iniziato ad accettare e ad amare me stessa come donna e come femmina. Per me detransizione significa perdonare te stessa per i tuoi difetti e accettare il tuo corpo e la tua mente per quello che sono, invece di cercare di indossare la maschera dell’identità di genere.

Per me detransizione significa stare bene mentalmente e non essere frenata dalle aspettative di genere imposte dalla società o da se stessi. Per me detransizione significa diventare un tutt’uno il proprio sé, amandone ogni parte, e non cercando di cambiare cose che si percepiscono irrazionalmente come non abbastanza buone.

*Terapia Dialettico Comportamentale



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Content warning: Rape/sexual assault
Ho fatto coming out come uomo trans quando avevo 16 anni, iniziato il testosterone a 18 e ho smesso di identificarmi come tale a 20 anni.
Credo che il motivo per cui ho iniziato la transizione sia perché ho sempre sentito che ci fosse qualcosa di sbagliato in me come persona. Provavo così tanto odio per me stessa che pensavo che la vita sarebbe stata migliore se fossi stata una persona completamente diversa.
Avevo un’enorme disforia e pensavo che sarei stata meglio se avessi vissuto come uomo. Quindi ho mentito a tutti e a me stessa.

A 20 anni è scattato qualcosa in me: ho smesso di andare agli appuntamenti ormonali e ho iniziato a cercare di entrare in contatto con il mio corpo. Ho capito che a prescindere da tutto sarei comunque stata una femmina, e ho imparato a conviverci e smettere di odiarmi per questo.
Sono stata aggredita e violentata quando ero più giovane e ho realizzato che quello era il motivo che mi ha portata ad odiare il mio corpo.



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La transizione era una via di fuga - La storia di Eli


La transizione era una via di fuga.Lottavo con la dismorfia corporea e un disturbo alimentare da quando avevo 12 anni, e gli ormoni sembravano la cura miracolosa per tutto questo: un modo per allontanarsi dall'intensa dissociazione con il mio corpo.

Poco dopo l'inizio della mia transizione, la mia salute mentale e fisica sono crollate vertiginosamente. Ha cambiato la mia vita senza la possibilità di tornare indietro.

Ora so di essere semplicemente una lesbica butch. Sto bene con me stessa e ho iniziato a ricucire il rapporto con il mio corpo. Ho passato tanto tempo pensando che fossimo due cose separate, ma ora so che il mio corpo sono io, e che io non sono un’estranea in esso.

Sto per compiere 21 anni e mi sono ritrovata a far parte del mondo in modi che non avevo mai sperimentato. Mi sento motivata ed energizzata.
Detransizionare è stato uno shock all’interno del mio sistema e mi ha risvegliata da una fantasia.

Non potrei essere più grata di aver trovato la comunità online delle donne che hanno dentransizionato.

(Eli ha anche un canale YouTube molto interessante dove parla del tema della detransizione. Puoi trovarlo cercando "Rad Flowers" o facendo clic qui.)



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Quando avevo 14 anni, mi sono imbattuta nell'idea di essere trans. Mi sono davvero sentita rappresentata da ciò che descrivevano gli uomini trans, e io stessa sentivo un profondo legame con la mascolinità. Poco prima di compiere 15 anni ho fatto coming out come ragazzo trans, ho iniziato ad indossare un binder e a tagliarmi i capelli, mi sentivo molto meglio.

Dico sempre che il giorno in cui mi sono tagliata i capelli è stato il primo giorno in cui mi sono sentita bella. Non so esprimere quanto fossi felice.
Ho iniziato a dedicarmi moltissimo alla comunità trans e ho sostenuto i diritti delle persone trans ogni volta che ne ho avuto la possibilità. Qualcosa mi è sempre sembrato strano, ma l'ho attribuito al non essere sotto testosterone perché avevo e ho tutt’ora una disforia debilitante.

Sono stata un uomo trans fino all'inizio di quest'anno, quando ho compiuto 18 anni. Ho trovato blog sul femminismo radicale e ho capito che potevo amare me stessa e il mio corpo in quanto donna non conforme al suo genere.

Verso la fine dei miei anni come uomo trans, ho capito che amavo solo le donne. Ma mi sono sempre identificata così profondamente con l'identità gay che avevo deciso che se fossi stata un uomo, sarei stato bisessuale. Ciò è stato in gran parte dovuto allo squilibrio di potere tra uomini e donne e alla mia consapevolezza di essere omosessuale.

Ho imparato che il mio essere transgender derivava dall'odio per il modo in cui ero percepita all’interno della società, e dall'essere così profondamente immersa nella comunità LGBT che pensavo che l'unico modo per essere una lesbica mascolina fosse essere un uomo trans.

Essere transgender ha creato un'enorme spaccatura tra me e la mia famiglia. Mia madre ha pianto perché era spaventata per me. Il giorno in cui ho detto loro che non sono trans, mia sorella mi ha dato il più grande abbraccio che mi avesse mai dato in tutti questi anni.

Sono una lesbica butch e non mi sono mai sentita più felice ed emancipata. Ho capito, con il tempo e la sofferenza, che posso essere una donna solo per le donne. Non sono obbligata a radermi. Posso portare i capelli corti. Posso avere la disforia. Sono lo stesso una donna. Sono lo stesso bellissima.



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La cosa che ci andava più vicina - La storia di Andy


Quando avevo circa quattordici anni sono venuta a conoscenza dell'esistenza delle esperienze transgender. Inizialmente pensavo “No, non posso essere io, alla fine mi piacevano le cose femminili crescendo, quindi chiaramente sono una ragazza, giusto?”.
Tuttavia, ero sempre più attratta da quell’idea e ho finito per ricercarla sempre di più. Avevo personificato le diverse parti di me nella mia testa e chiamato una di loro "Andrew", il nome che mi sarebbe stato dato se fossi nato maschio.
Ho indossato un abito da uomo per il ballo di fine anno e mi sono scoperta più felice di quanto mi aspettassi del fatto che qualcuno mi avesse scambiata per un ragazzo prima di sentire la mia voce. Ho iniziato a sentirmi sempre più attratta dall’idea di essere percepita come un uomo per ragioni che non riuscivo a comprendere.
Non si trattava tanto di un odio innato per il mio corpo o per la mia esistenza femminile, ma di un desiderio di qualcosa di diverso. Una sensazione per cui non riuscivo a trovare un nome. Voler essere un uomo era la cosa che ci andava più vicina.
Ricordo di aver fatto dei quiz online per capire se fossi trans. Ricordo di aver letto la frase "se ti chiedi se sei trans o meno, probabilmente lo sei". Ricordo di aver trovato online un centinaio di conferme che mi avevano convinto.

Ho fatto coming out con i miei genitori quando avevo circa 15 o 16 anni. Ho sempre fatto cose del genere solo se ero sicura al 100%. E ne ero sicura. Davvero tanto. Avevo raccolto prove nella mia testa, esperienze d’infanzia che confermavano che dentro di me ero sempre stata un ragazzo.
Ho iniziato ad assumere testosterone quando avevo 19 anni. Ho cambiato il mio nome legale poco dopo. Avevo fatto coming out con tutti nella mia vita.
Quando avevo 20 anni il mio ragazzo ha detransizionato ed è diventato la mia ragazza. Io l’ho supportata. Aveva trovato la sua identità di lesbica. Attraverso di lei mi sono imbattuta in diari e scritti di donne che hanno detransizionato. Ho letto le loro esperienze. Mi hanno fatto a pezzi.
È un dolore che ricordo a malapena ora, ma ho scritti di quel passato in cui stavo cercando disperatamente di elaborarlo. Aggrappata alla mia identità, difensiva e addolorata, insistevo sul fatto che la mia esperienza non fosse per niente come la loro. Non ero così, non lo ero, non lo ero, non poteva essere. Avevo dentro di me tantissima energia autodistruttiva che ruotava tutta intorno all'idea che mi fossi sbagliata.
Ovviamente mi ero sbagliata. Ammetterlo fu una delle cose più angoscianti che dovetti fare, non solo a me stessa ma a chi mi stava intorno. Non ho mai avuto traumi sessuali. Non ero stata vittima di alcuna forma particolare di misoginia o omofobia palese. Potrei indicare forse due piccoli eventi distinti di quel tipo nella mia vita.

Semplicemente non avevo mai trovato le parole giuste per descrivermi. Semplicemente non avevo mai avuto una comunità. Non c'erano lesbiche in giro a guidarmi, a parlarmi. Ad aiutarmi ad esaminare il mio passato, ad esaminare la mia relazione con il mondo, la complessità dell’esistenza come donna omosessuale. Nessuno mi aveva mai detto niente a riguardo. Ovviamente pensavo di essere un uomo, quali altre parole avevo?
Sono una donna, sono una lesbica. Non a causa di una sensazione particolare nel mio cuore, non perché sia un desiderio o una scelta. È semplicemente la realtà della mia esistenza. Sono una lesbica, un affascinante gentiluomo con un corpo femminile, e il mio corpo non ha bisogno di cambiare per ospitarmi felicemente al suo interno.



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Non so se la mia storia abbia un valore in questo spazio, perché non ho mai assunto testosterone. Non sono mai stata abusata per quanto ne sappia. Sono sempre solo stata meno di quanto ambissi ad essere.

Volevo rispetto e un aumento di stipendio. Poi, mentre indagavo la mia identità, ho capito che mi sarei comportata sempre come una donna. Che anche se gli altri mi avessero percepita come un uomo, mi sarei sempre aspettata di essere pagata meno, di avere meno autorità, meno valore, meno rispetto.

Quindi ho smesso di sprecare il mio tempo e le mie energie in quel progetto. Attraverso questa indagine ho scoperto di essere potente come donna, che ho l’autorità che ho, che il mio valore viene da me, non dagli altri.



09
Content warning: Eating disorders
Ho iniziato a smettere di identificarmi come donna cinque anni fa, appena dopo aver fatto coming out (piuttosto tardi) come lesbica. Sapevo di essere lesbica da almeno tre o quattro anni, ma non lo avevo mai dichiarato.
Come ogni principiante femminista lesbica, non mi sentivo in diritto di riferirmi a me stessa come tale. Quindi ho concentrato la mia attenzione sulle teorie che mi dicevano che ero una persona eccezionale, unica, che soffriva per un particolare tipo di oppressione. Non come le altre ragazze.

Sono approdata nella scena femminista proprio nel momento in cui prendevano piede i movimenti di disidentificazione dalla classe sociale di "donna". Tutte le variazioni di genere non binario e perché no, neurogeneri, xenogeneri? Tutto era possibile!

Era bello credere in qualcos'altro, pensare che non fossi una lesbica, ma “qualcos'altro”.
Qualcosa di super speciale, lontano dalle "lesbiche mediocri" che mi avevano guardata di traverso...
Inoltre, avevo e ho tutt’ora una forte dismorfofobia. Ero grassofobica e... poche camicie mi stanno bene a causa del mio seno!

Non mi ci è voluto molto per iniziare il testosterone. Prima con il gel. Un conoscente mi diede due scatole di Testogel. Non ebbe molto effetto, quindi lo interrompi.
Poi ebbi un picco di anoressia che mi ha fece perdere xx chili in tre mesi. Ho ricominciato ad utilizzare il gel grazie ad altre persone, che erano sempre uomini trans.
A quel tempo, il discorso principale sui social media iniziò a scivolare in qualcosa di pericoloso: disidentificarsi dalla categoria di donna significava essere un uomo trans, quindi un ragazzo, un uomo...

Quindi iniziai a pensare di essere un ragazzo. Ho iniziato le iniezioni di testosterone assieme ad altri ragazzi trans. È molto comune vedere gruppi di 5-6 persone che iniziano la transizione contemporaneamente.
Durante i miei studi il mio partner mi portò da un medico privato che prescrive molto facilmente testosterone iniettabile. Nessun esame del sangue, niente. Da quel giorno ho fatto 2 anni di trattamento non stop.
Oggi, felice dei miei cambiamenti fisici, ho deciso di interrompere la mia transizione. 4 anni di testosterone in totale, inclusi i 2 anni senza interruzione.

Sto lentamente interrompendo il trattamento ormonale, mi rado la barba, non tutti mi identificano come uomo e per me va bene così. Ho imparato a convivere con il mio vecchio nome e con l'essere una lesbica Stone Butch.



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Ciò che pensavo fosse per il mio meglio - La storia di Desmond

Content warning: Rape/Sexual assault

Sono una lesbica butch di 25 anni. Ho fatto un coming out sociale come uomo trans della durata di 6 anni, e ho transizionato dal punto di vista medico per 3 anni. Soffro di depressione, disturbo da stress post-traumatico, disforia e disturbo borderline che mi hanno spinta ad intraprendere il percorso di transizione.
Sono stata vittima di abusi e di stupro da parte della mia prima ragazza dopo aver accettato di essere una lesbica. Ho vissuto sulla pelle l'omofobia della mia famiglia quando ero più giovane. Ho subito molestie sessuali anche da parte di uomini. Tutto ciò ha causato il manifestarsi della disforia, e siccome non ero riuscita a gestire gli abusi e l'omofobia ho trovato come affrontarli nel miglior modo possibile.
Ho trovato nella comunità trans la mia valvola di sfogo. Non passò molto tempo prima che ne fossi coinvolta, e mi sembrava di aver trovato il modo per sfuggire a tutto. Dopo tutto quello che mi era è successo, non volevo più essere una donna o una lesbica, volevo scappare da quei termini e diventare una nuova persona.
Quando sono andata dal dottore e dai terapeuti, è bastato un solo appuntamento per ottenere il loro ok ed iniziare la terapia ormonale entro il mese stesso. Ho pensato che sarebbe andato tutto bene fino a quando non mi sono resa conto che gli ormoni non mi stavano rendendo più felice. Gli ormoni mi hanno causato un'isterectomia spontanea. Mi hanno alzato la pressione sanguigna. Mi facevano più male che bene.
Ero talmente concentrata sul voler “passare” come uomo che anche quello mi stressava. Non lo stavo più facendo per me. Stavo cercando di dimostrare agli altri che ero un uomo più di ogni altra cosa. Mi sono resa conto che non avrei mai potuto essere veramente un maschio e non potevo più scappare da questa consapevolezza. La fuga era finita.
Ho interrotto gli ormoni e sono tornata agli estrogeni. Dopo un anno di riflessione sull’interrompere la transizione, finalmente l'ho fatto. Ora sto rivendicando la mia identità di  lesbica e butch e sto tornando ad essere la donna lesbica che sono sempre stata.

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